E’ una riflessione senza entusiasmo e partecipazione. Un appunto dovuto o, forse, solo una giustificazione non richiesta. L’intenzione iniziale di questo blog era fare luce sui fatti, limitando il più possibile le opinioni. Ci si proponeva un riscontro oggettivo che avrebbe dato, poi, seguito ai vari schieramenti. Così facendo, si credeva, la considerazione personale avrebbe dovuto tener conto obbligatoriamente della realtà, senza sfumarla o deformarla. Erano illusioni. Non che la convinzione non vacillasse da subito, non si è certo di primo pelo, ma forse la voglia di contribuire era proporzionale a quella di esserci. Possiamo chiamarli limiti della vanagloria. Ma era un peccato veniale dopotutto, considerando il contesto italiano, un ribattere con la stessa spada in una battaglia da vincere. Una battaglia imprescindibile vista la posta in palio, un proponimento degno dei grandi ideali di sempre, una guerra per ristabilire la legalità, la laicità e il civismo. Si sognava ad occhi aperti, con un piglio giovanile ed antistorico, un cambiamento radicale che ponesse fine alla disparità sociale e ristabilisse un benessere condiviso che placasse gli animi dei senza voce, e responsabilizzasse certi biechi speculatori. Non una rivoluzione, si badi, ma una presa di coscienza. “Appena si saprà - si pensava - la consapevolezza spingerà la gente ad una protesta così forte che innescherà il cambiamento”. Utopie ruffiane e consolatorie, di quelle che si formulano nel contorno perché il nucleo continua a marcire. Tutti sanno. Per quanto sia potente la campagna di disinformazione, per quanto massiccia la presenza di teleimbonitori asserviti, la verità sui processi di Silvio Berlusconi, il numero dei condannati che occupano gli scranni di Montecitorio, e il sistema gelatinoso del clientelismo è nota alla quasi totalità che, consapevole, decide di perpetrare lo stesso modello. A questo punto la lotta non è più contro la scelta ignara, ma contro quella interessata. Questa consapevolezza prepotente restringe qualunque margine di applicazione. A che pro continuare a sottolineare una realtà recidiva nella speranza che “un popolo che cammina sulle mani” impari a farlo con le gambe? Ma siamo sicuri che si dia per scontata una condizione di compromesso perché non si conosce l’alternativa? In tutta sincerità non lo credo. E’ chiaro a tutti dove risiedono la legalità e l’impegno. Sono categorie ataviche, conoscenze innate. Quando ci si piega all’inevitabile accordo si sa che inevitabile non è. Quando si proclama l’imprescindibilità di una condizione si sa che il cambiamento è possibile. Ma non si vuole cambiare. I fatti dimostrano che gli italiani sono un popolo di evasori fiscali, che la corruzione incide sullo sviluppo economico del paese “nella misura prossima a 50/60 miliardi di euro all’anno, costituenti una vera e propria tassa immorale ed occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini”. Cittadini ignari? No. Impossibilitati ad agire? Nemmeno. Cosa fare quindi? Cercare di penetrare ogni recesso oscuro, ogni episodio di malversazione e peculato, ogni pregiudizio e preventivo interesse nella speranza che la morale comune cambi ed inizi ad interessarsi di Cesare deponendo la scorciatoia di Cristo? Non lo ritengo possibile. Mutamenti epocali come questo non avvengono nell’arco di poche generazioni, soprattutto se non esiste una volontà precisa. Agli italiani fa comodo avere una scusa, un motivo per non confrontarsi e non eccellere. La mediocrità condivisa è gaudio da spartire. Tutti peccatori abituali che fingono contrizione per comprarsi uno scampolo di salvezza: coniugi adulteri, omosessuali repressi, evasori e corruttori. Tutti perfettamente ricattabili, e tutti compiutamente ricattatori. Chiunque viva la realtà sociale, avulsa da certi salotti bene che considerano la politica un passatempo divertente, riscontra ciò che legge. Come proseguire quindi? Farsi coraggio e continuare a domare le mareggiate col piglio di Achab gustandosi lo scontro mentre si confida nella resa? Rinverdire il sarcasmo per consolarsi con la satira? Oppure rifugiarsi dietro al proprio portone nell’illusione che leggere equivalga ad esperire, magari costruendo una rete di virtuosi che accresca lo snobismo di considerarla realtà? La sfiducia profonda impedisce un pronunciamento. Si assiste e si aspetta. Ma si deve riporre, non importa se con fastidio o nostalgia, il fasto dei giorni del tempo perduto.
Scripta Manent

« Il giudizio nei confronti di chiunque fa violenza sulle donne per motivi sessuali deve essere netto e chiaro, senza “se” e senza “ma” e senza alcun giustificazionismo psicologico. La nostra liberale società deve isolare socialmente gli autori dei reati; e la politica ha il dovere di rispondere con concretezza e con immediatezza ».
Mara Carfagna, ministro delle pari opportunità del vigente governo.
Governo che, nel maggio scorso, ha tagliato 20 milioni di euro ai centri antiviolenza sulle donne e il contributo di 1,5 milioni a Telefono Azzurro, per dar seguito alla promessa elettorale del taglio dell’Ici.
Tutto per quella casa nella quale avvengono la maggior parte delle violenze. Dati alla mano, ma il ministro dissente.
Soubrette e reazionarismo.
Advance directives e living will statunitensi

Le leggi statunitensi riguardo le direttive anticipate di trattamento (advance directives) sono diverse nei vari Stati. In generale, sono disponibili diversi tipi di direttive:
- il testamento biologico (living will), un documento scritto che contiene la precisa indicazione di quali terapie si accettano e quali invece no;
- il durable power of attorney, con il quale si delega un’altra persona a prendere decisioni in caso di propria incapacità;
- l’ordine di non rianimare (DNR, do not resuscitate), in cui si chiede di non effettuare la rianimazione cardiopolmonare in caso di arresto cardiorespiratorio.
I primi due documenti sono legalmente previsti da quasi tutti gli stati, mentre il terzo è accettato dalle strutture sanitarie di tutti gli Stati Uniti. I vari stati forniscono dei moduli da compilare, che sono spesso sufficientemente informali e non richiedono l’intervento di alcun legale.
Lo stato di Washington, non l’unico, offre un servizio pubblico online per memorizzare le proprie direttive di vita anticipate. Spiega anche ai cittadini le motivazioni per le quali dovrebbero redigere un simile documento:
We know that health care is vitally important to everyone. Making medical treatment choices is your right. But how can you be sure your choices will be honored if you become incapacitated or unable to make decisions.
People of all ages face this question. Often, family members are burdened with making difficult medical treatment decisions without knowing what you really want.
In Washington State, many health care providers assume you want all available medical treatment, including life-sustaining care, unless you tell them otherwise. Should an unexpected situation occur, causing you to become incapable of stating your treatment wishes your attending physician and family are left to decide the level of care that you may want or do not want.
By using the Washington State Living Will Registry, you relieve your family from having to make stressful health care decisions. Knowing your attending physician has access to an exact copy of your written health care instructions may assure you to know your medical treatment wishes will be honored.
Traduzione
Sappiamo che la tutela della salute è di importanza vitale per tutti. Compiere scelte sui trattamenti medici è un tuo diritto. Ma come puoi essere sicuro che le tue scelte saranno rispettate se tu diventassi incapace o inabile a prendere decisioni?
Persone di tutte le età affrontano questa questione. Talvolta, i componenti della famiglia sopportano il peso di prendere difficili decisioni sui trattamenti medici, compresi trattamenti di sostegno vitale, senza sapere cosa vuoi veramente.
Nello stato di Washington, molti operatori sanitari assumono che tu desideri ogni trattamento medico disponibile, compreso il supporto vitale, a meno che tu non disponga diversamente. Qualora dovesse presentarsi una situazione imprevista, rendendoti incapace di esprimere le tue volontà sul trattamento, il tuo medico curante e la famiglia sono lasciati a decidere il livello di terapia che puoi o meno desiderare.
Usando il Registro dei Testamenti Biologici dello Stato di Washington, liberi la tua famiglia dal prendere stressanti decisioni sui trattamenti medici. Sapere che il tuo medico curante ha accesso ad una copia esatta delle tue istruzioni anticipate per iscritto può renderti certo di sapere che i tuoi desideri saranno rispettati.
Nello stato di Washington, peraltro, l’eutanasia è specificamente vietata dall’ordinamento, ed è quindi falso affermare che il testamento biologico sia solo un viatico per l’eutanasia.
Come chiarito da questo documento del National Cancer Institute, il testamento può riguardare tutto lo spettro delle terapie mediche (è possibile rifiutarle tutte oppure solo quelle invasive) e può esplicitamente contenere decisioni riguardo:
- l’uso di apparecchi di sostegno vitale (emodialisi, ventilatori e respiratori artificiali);
- nutrizione ed idratazione artificiale;
- ordine di non rianimare;
- privazione di cibo e fluidi;
- cure palliative;
- eventuale donazione di organi e tessuti.
Siti internet per approfondimento




